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Warning sounded on web’s future

By Pallab Ghosh – Science correspondent, BBC News

The internet needs a way to help people separate rumour from real science, says the creator of the World Wide Web.

Talking to BBC News Sir Tim Berners-Lee said he was increasingly worried about the way the web has been used to spread disinformation.

Sir Tim spoke prior to the unveiling of a Foundation he has co-created that aims to make the web truly worldwide.

It will also look at ways to help people decide if sites are trustworthy and reliable sources of information.

Future proof

Sir Tim talked to the BBC in the week in which Cern, where he did his pioneering work on the web, turned on the Large Hadron Collider for the first time.

The use of the web to spread fears that flicking the switch on the LHC could create a Black Hole that could swallow up the Earth particularly concerned him, he said. In a similar vein was the spread of rumours that the MMR vaccine given to children in Britain was harmful.

Sir Tim told BBC News that there needed to be new systems that would give websites a label for trustworthiness once they had been proved reliable sources.

“On the web the thinking of cults can spread very rapidly and suddenly a cult which was 12 people who had some deep personal issues suddenly find a formula which is very believable,” he said. “A sort of conspiracy theory of sorts and which you can imagine spreading to thousands of people and being deeply damaging.”

Sir Tim and colleagues at the World Wide Web consortium had looked at simple ways of branding websites – but concluded that a whole variety of different mechanisms was needed.

“I’m not a fan of giving a website a simple number like an IQ rating because like people they can vary in all kinds of different ways,” he said. “So I’d be interested in different organisations labelling websites in different ways”.

Sir Tim spoke to the BBC to publicise the launch of his World Wide Web Foundation which aims to improve the web’s accessibility.

Alongside this role it will aim to make it easier for people to get online. Currently only 20% of the world’s population have access to the web

“Has it been designed by the West for the West?” asked Sir Tim.

“Has it been designed for the executive and the teenager in the modern city with a smart phone in their pocket? If you are in a rural community do you need a different kind of web with different kinds of facilities?”

Creative medium

The Web Foundation will also explore ways to make the web more mobile-phone friendly. That would increase its use in Africa and other poor parts of the world where there are few computers but plenty of handsets.

The Foundation will also look at how the benefits of the web can be taken to those who cannot read or write.

“We’re talking about the evolution of the web,” he said. “Perhaps by using gestures or pointing. When something is such a creative medium as the web, the limits to it are our imagination”.

The Foundation will also look at concerns that the web has become less democratic, and its use influenced too much by large corporations and vested interests.

“I think that question is very important and may be settled in the next few years,” said Sir Tim.

“One of the things I always remain concerned about is that that medium remains neutral,” he said.

“It’s not just where I go to decide where to buy my shoes which is the commercial incentive – it’s where I go to decide who I’m going to trust to vote,” he said.

“It’s where I go maybe to decide what sort of religion I’m going to belong to or not belong to; it’s where I go to decide what is actual scientific truth – what I’m actually going to go along with and what is bunkum”.

Futuro virtuale Si dice democrazia ma è regno di lobbies e di populisti

La rete è libertà. E’ partecipazione, è condivisione di sapere e di conoscenza. E’ la realizzazione della vecchia «mano invisibile» di Adam Smith. E’ l’emblema di un modo tutto nuovo di lavorare, basta con il vecchio e pesante lavoro delle fabbriche, oggi tutto è leggero, immateriale e creativo. Questo dicono gli esperti, i guru del virtuale, le retoriche della rete, i tecnoentusiasti senza se e senza ma.

E altre leggende, ancora: la rete è democrazia, è il potere sovrano del popolo che si muove libero nella rete, dove abiterebbero il demos, la polis e l’agorà. E Beppe Grillo, uno dei leader di questo «popolo della rete», carismatico trascinatore di folle virtuali (ma anche reali). Democrazia in rete? Partecipazione attiva? E se Beppe Grillo – si chiede Carlo Formenti nel suo saggio Cybersoviet - fosse invece l’erede del populismo di Berlusconi? Sì, «Grillo è un esempio da manuale di movimento populista » per la sua capacità «di aggregare consenso su temi trasversali, catturando simpatie da sinistra come da destra»; perché «traduce le aspirazioni di democrazia diretta, tipiche della tradizione “colta” di sinistra, in un linguaggio più affine all’ideologia leghista»; e perché populista è anche il suo tono antiintellettuale, che riscuote la simpatia non solo «degli strati sociali meno acculturati, maanche dei lavoratori della conoscenza», refrattari alle caste. Continue Reading »

inclinazioni

vuole indossare la maglietta di Batman

WEB 2.0

I migliori social network rosa

Sulle pagine di Mashable la classifica dei siti social più gettonati dedicati alle donne.

 

Se da un lato è vero che, perlomeno in Italia, il mondo degli internauti è composto principalmente da rappresentanti del sesso forte (tranne che nelle fasce di utenti più giovani, dove il gentil sesso pare sia invece in maggioranza), dall’altro è però vero che in rete le donne non vengono dimenticate. Esiste infatti una porzione di web completamente tinta di rosa, dove le signore trovano contenuti dedicati e dove possono scambiarsi idee, consigli e opinioni, che si tratti di salute, bellezza, politica, cucina o quant’altro.

IL PIÙ VECCHIO – E proprio alle donne è dedicata la classifica dei 10 migliori social network femminili pubblicata sulle pagine di Mashable, che dedica la prima posizione al più vecchio dei siti presi in considerazione: iVillage(), comparso per la prima volta online nel lontano 1995. Un portale all’interno del quale le signore possono trovare informazioni su qualsiasi argomento: come per tutti i social network, è sufficiente registrare il proprio profilo per poi accedere a gruppi, blog, spazi di discussione e contenuti multimediali condivisi da altri utenti. Non manca una sezione dedicata allo shopping e nemmeno quella riservata agli incontri.

PER LE MAMME – Al secondo posto c’è invece CafeMom, molto popolare fra le mamme, che si ritrovano online per discutere e confrontarsi su problemi legati appunto al ruolo di genitori e condividere la propria esperienza di madre. Lanciato nel 2006, il sito conta più di un milione di membri, oltre 35 mila gruppi e riceve oltre 6 milioni di visite al mese. Genitori, figli e tematiche correlate sono protagonisti anche delle pagine di MayasMom e ParentsConnect.

LEGGEREZZA – Rosa per eccellenza è poi Glam di Glam Media, un netwok da 43 milioni di visitatori unici al mese. Moda, bellezza, vip, intrattenimento, salute, shopping e blog di tutti i tipi sono ciò che si trova tra le sue pagine. E tramite il canale Glam Space si accede al vero social network, attraverso il proprio profilo personale, ovviamente. Un must per tutte le donne che non sanno rinunciare a stile e «glamour».

Alessandra Carboni

di Veronica Bianchini

Secondo Save the children, nella tutela della maternità l’Italia è al livello del Nepal. Due sociologi spiegano perché. E cosa si potrebbe fare per migliorare le cose

Alla vigilia del centesimo anniversario della Festa della Mamma (11 maggio), per le madri italianè c’è poco da festeggiare. In base all’ultimo rapporto di Save the Children, il nostro Paese è primo, su 146, per la tutela  e il benessere dei bambini, e solo diciannovesimo per quello dell madri (tra i parametri: l’uso della contraccezione, la partecipazione alla vita politica e la capacità di avere un reddito), al livello di Botswana e Nepal. “Non c’era bisogno dello studio per sapere che siamo messi male”, dice la sociologa Chiara Saraceno: “Da una parte si vuole combattere il calo demografico, dall’altra non si sostiene la maternità”. Continue Reading »

Andata e ritorno

Faccio la pendolare questa settimana.  E leggo.

In questi giorni mi sento il lato B di me stesso. Come se per anni avessi mostrato la mia facciata migliore e adesso avessi girato il disco. Mi si legge in viso che non sono al mio meglio. Sono solo un pezzo mediocre, o, bene che vada, una versione strumentale. Sono il mio karaoke.

Generations of love – matteobb.com

 

evoluzioni

la conquista del gradino

Quando verranno
Gli anni dei ricordi
Ci troveranno ancora uniti e forti
Sereni per quel che noi siamo stati
Per quello che saremo

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